sabato 13 dicembre 2025

La Visione dimenticata

Assistere a come le persone comuni oggi trattano e considerano il cane – un essere ridotto a peluche vivente, status symbol o intrattenitore da social – ignorando completamente ciò che è stato per millenni e ciò che continua a essere nel profondo, non può che lasciare sbigottiti coloro che hanno occhi per vedere.

Il cane non è mai stato solo un “animale domestico” o un compagno di lavoro.

Per alcune civiltà antiche era una divinità incarnata; per altre, il ponte tra i vivi e i morti, il guardiano per eccellenza, la sentinella capace di percepire e assorbire energie negative, il compagno che accompagna l’anima oltre la soglia e la protegge lungo il cammino. Custodiva il fuoco sacro, vegliava sull’invisibile e rifletteva la lealtà assoluta che l’uomo ha smarrito.

Eppure oggi lo vestiamo da Babbo Natale, lo facciamo ballare per i like, lo abbandoniamo quando diventa “scomodo”.

Lui, nel frattempo, resta, guarda, aspetta, ama, serve lo stesso.
Continua a vegliare, anche quando nessuno più crede che ci sia qualcosa da vegliare.

Arriverà il giorno in cui qualcuno alzerà lo sguardo dal telefono, incrocerà i suoi occhi antichi e ricorderà cos’è davvero?

Sono certo che quel momento giungerà per molti, ma non come una luce improvvisa: nascerà solo dopo un vero lavoro interiore, dopo aver attraversato dubbi, attriti e quello svuotamento necessario che precede ogni vera visione.

Solo spogliandosi dall’illusione della personalità, dai bisogni di possesso, di intrattenimento, di conferma sociale… potremo iniziare a percepire noi stessi e il mondo senza filtri, senza distorsioni, senza quella nebbia interiore che abbiamo scambiato per identità.

E in quello stesso istante cambierà anche il modo in cui guardiamo il cane:
non più una “caricatura”, non più un contenitore delle nostre mancanze, ma ciò che è da sempre: un essere magico e silenzioso che ci cammina accanto da migliaia di anni.


Con affetto,
Alex


L'illusione del buon rapporto

Accade spesso che si ignori il disagio del cane per evitare di dover guardare il proprio. È ormai evidente che in questo spazio non si parla...