Accade spesso che si ignori il disagio del cane per evitare di dover guardare il proprio.
È ormai evidente che in questo spazio non si parla soltanto di cani, ma soprattutto dell'essere umano e di ciò che si muove nel suo mondo interiore. Per chi osserva con attenzione, è facile accorgersi che moltissimi rapporti tra persone e animali sono purtroppo un disastro. Il problema principale, però, non è solo ciò che si vede, ma ciò che viene accettato come normale. Spesso ci sono cani con problemi evidenti che vengono ignorati o considerati naturali: l'individuo non riesce a vedere o a sentire il disagio perché vive come "addormentato".
Questa sonnolenza viene applicata in ogni lato della vita: nel lavoro che non appaga, nelle lamentele continue, nel giudizio verso gli altri e nei rapporti difficili con il partner. Tutto appare normale perché manca la capacità di percepire davvero la realtà; ci si limita a reagire agli stimoli usando le solite vecchie informazioni imparate nel tempo, proprio come farebbe un cane quando non ha nessuno capace di guidarlo. È molto facile reagire d'istinto seguendo le solite abitudini, mentre è molto difficile agire con consapevolezza, cercando la soluzione migliore per se stessi e per chi condivide l'esistenza con noi.
Per vivere al meglio è fondamentale costruire una propria centratura, ma questo richiede un impegno vero, fatto di disciplina, responsabilità e forza di volontà. Come si può essere dei bravi esseri umani e un esempio per gli altri o per i propri cani se mancano queste basi fondamentali? È proprio per questa mancanza che si rende normale ciò che normale non è affatto, sia nei rapporti tra persone sia nell'approccio con il proprio animale. Un lavoro interiore è quindi indispensabile per acquisire uno sguardo diverso: quello del cuore, l'unico capace di vedere davvero oltre l'apparenza.
Con affetto,
Alex
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